Categoria: Serie A2

Autore: Ufficio Stampa

Pubblicato il: 11/10/2017

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Marcio, di padre in figlio. "Il gol di Joao con me in campo: un'emozione unica!"

Marcio, di padre in figlio.

9 gennaio 2010 il Grifo dei baby vicino all’addio dalla massima serie affronta la Marca Trevigiana. Marcio è il capitano dei trevigiani e prima della gara scambia il gagliardetto con un giovanissimo Joao per l’occasione capitano dei biancorossi. Padre e figlio per la prima volta in campo assieme, l’unica volta da avversari in un quadretto che sa di record per il calcio a 5. Dopo sette anni e nove mesi i due tornano sullo stesso campo ma per giocare assieme per quella maglia biancorossa che è come un tatuaggio sulla loro pelle, padre e figlio compagni di squadra, uno cresciuto d’altezza (Joao) e l’altro di età (Marcio) per scrivere un nuovo record nel calcio con la palla a rimbalzo controllato. “Il gol di sabato è un momento da ricordare per tutta la vita – spiega il numero 4 Joao – quando abbiamo preso la punizione ho guardato mio papà e gli ho detto di mettersi in una certa punizione, sapevo che mi avrebbe ascoltato perché più volte quando giocavo in C1 mi ha visto tentare quel tiro, mi sentivo di poterla fare. Da compagno di squadra mi ha dato fiducia e poi abbiamo visto tutti cos’è successo”.


L’urlo e poi l’abbraccio, raccontaci quei momenti.
“Dopo il gol capisci ben poco, mi sono girato per andare ad abbracciare qualcuno e destino vuole che trovassi mio papà. Li davvero non ho capito più niente, gli sono saltato addosso e gli ho dato un bacio perché lui per me è tutto. Momenti unici con l’emozione alle stelle”.

Momento unico anche per capitano che a 50 anni di emozioni ne ha vissute di tutti i tipi in giro per il mondo del calcio a 5. Dal mondiale agli scudetti, passando per vittorie epiche e sconfitte dolorose, ma giocare con o contro un figlio non è cosa di tutti i giorni: “Quel derby da capitani contro rimarrà nella storia della nostra famiglia e non solo, poi siamo stati assieme in serie B ma era giovane e trovava poco spazio. Adesso il ragazzo è cresciuto e maturato molto, si è fatto le ossa in serie C e ha dimostrato di aver tanta voglia di dire la sua anche in un torneo come la serie A2”.

Ma adesso il capitano può anche smettere di giocare?
“Mi sono sempre ripromesso che avrei voluto giocare ancora con mio figlio, sabato è successo qualcosa di straordinario ma la voglia è ancora tanta e spero di giocare ancora molto assieme a Joao. Adesso però lo chiamiamo “lu girellu” riprendendo la punizione che faceva in passato un ex biancorosso come Luciano Antonelli. In spogliatoio per fortuna le risate e la simpatia non manca mai”.

Ora a mancare è il prossimo record da provare a scrivere, padre e figlio in gol nella stessa partita, nel futsal dei grandi è un’altra storia da scrivere.


Ufficio Stampa Arzignano C5



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