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Vezza Andrejic sposa il progetto Imolese: "Calcio a 11 e futsal complementari"

 11/10/2017 Letto 199 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    IMOLESE





Basta pronunciare quel soprannome, 'Vezza', ed accostarlo ad 'Imolese Calcio 1919' per intuire che la società di Lorenzo Spagnoli vuole alla sua corte l'eccellenza del calcio a 5. Sintetizzare la carriera di Velimir Andrejic, cominciata nella sua Serbia e proseguita, nel '92, in Italia, equivale a parlare di professionismo di alto livello. Giocatore della nazionale della ex Iugoslavia, debutta in Italia nella Teraxitalia di serie A, per poi entrare nella rosa del Prato, del Pisa e dell'Imola. In quest'ultima, veste il doppio ruolo di allenatore-giocatore, portando la squadra alla promozione in A2. Lasciati definitivamente i panni di giocatore, allena il Prato prima di entrare nell'olimpo del calcio a 5.

VEZZA - "La mia esperienza nel Kaos è durata ben undici anni, sette dei quali sulla panchina della prima squadra, come mister e come vice. Intanto sono entrato a contatto col settore giovanile e, in particolare, con l'Under 18 e l'Under 21, che ho allenato fino alla scorsa stagione. Se mi guardo indietro, ritengo di essere stato molto fortunato: ho sempre amato questo sport, che mi ha dato tanto, sia nel bene che nel male. Nello sport servono equilibrio e consapevolezza, perchè non sempre uno più uno fa due: ma, in fondo, è proprio l'imprevedibilità a renderlo bello." La chiamata del Dg Matera catapulta Vezza, docente a Coverciano per i corsi di futsal, in un pianeta 'inesplorato': "Il progetto dell'Imolese di insegnare il calcio a 5 ai giocatori di calcio a 11 è quasi pionieristico ed è estremamente stimolante per me farne parte. Riuscire a trasmettere ai ragazzi del calcio a 11 le nozioni di futsal che servono a perfezionare la loro formazione è arduo: il primo scoglio, per loro, sarà adattarsi a tempi e spazi di gioco diversi, che li costringeranno a ragionare e muoversi più velocemente. L'apprendimento sarà graduale ed io dovrò essere attento ad adattare l'insegnamento alle loro esigenze, affinché il calcio a 5 diventi uno strumento utile, non un'imposizione." Nel 'dream team' deputato allo sviluppo del progetto, il suo nome affiancherà quello di Alberto Carobbi, suo mister per sette anni, fra Bologna e Prato: "Lavorare con lui, con Bottacini e col loro staff implicherà uno scambio continuo di idee e di informazioni, che ci arricchirà tutti. Il mio compito sarà occuparmi della parte agonistica e, in particolare, della categoria Giovanissimi: la sfida sarà riuscire a disputare, con ragazzini del calcio a 11 che allenerò solo per alcune ore alla settimana, un campionato di calcio a 5." Una filosofia da metabolizzare, quella di cui l'Imolese si fa portabandiera e che trova, in Vezza, un fautore: "Calcio a 5 e calcio a 11 non sono nemici: sono complementari. La società rossoblu, con Matera e Carobbi, ha gettato le fondamenta di una casa di grande pregio: spero che il mio contributo serva, col tempo, a renderla più solida e ad innalzarla."


Ufficio Stampa Imolese




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