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Valmontone al top grazie a De Bonis: “Merito dei ragazzi e del lavoro”

 01/02/2018 Letto 558 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Antonio Iozzo
Società:    TOPNETWORK VALMONTONE





Il 2 dicembre il debutto sulla panchina della TopNetwork. Da quel momento cinque vittorie e un pareggio, un ruolino di marcia che ha portato Cellitti e compagni a ridosso della zona playoff. I numeri parlano chiaro: De Bonis ha trasformato il Valmontone, un Valmontone a punteggio pieno nel girone di ritorno, con quattro successi su quattro.


LAVORO A 360° – “Come ho fatto? Ho cambiato il modo di giocare, proponendo un’idea di calcio a 5 differente - spiega il tecnico -. Il merito, però, è soprattutto dei ragazzi, che si sono dimostrati fin da subito molto disponibili. Svolgiamo allenamenti specifici per preparare al meglio le partite e poi il sabato cerchiamo di riproporre ciò che abbiamo fatto durante la settimana. Lavoriamo tanto, ma ci divertiamo anche”. Un lavoro a 360°: “Curiamo ogni singolo aspetto: mentale, atletico, tecnico e tattico. Per questo, ringrazio tutto il mio staff: Federico Mercuri, preparatore atletico, Maurizio Piccioni, preparatore dei portieri, e Gino Pappa, il nostro dirigente accompagnatore. I risultati ci stanno dando ragione: se vinci un paio di gare, può essere frutto del caso; se ottieni cinque successi e un pareggio, invece, vuol dire che stai lavorando bene”.


BASSO PROFILO – La TopNetwork vola, ma De Bonis tiene i piedi per terra: “Playoff? Quando sono arrivato, la società mi ha chiesto la salvezza. Siamo a buon punto e dobbiamo continuare su questa strada: divertendoci e senza pressioni. Se dovessero arrivare i playoff, sarebbe tutto di guadagnato, ma il nostro obiettivo è un altro”. Testa bassa e pedalare, con una filosofia ben precisa da seguire: “Pensiamo a una partita per volta. La nostra testa in questo momento è rivolta al match casalingo contro l’Aranova, una sfida da non sottovalutare, perché in C1 non esistono partite facili. Veniamo da sei risultati positivi, ma di partite semplici non ce ne sono mai  state. Il desiderio di allungare la nostra striscia ovviamente esiste, ma ricordiamoci sempre che questa rosa è corta e che sabato dovremo anche fare a meno di Cellitti e Montenero. Ce la stiamo mettendo tutta e continueremo a farlo, ma restiamo calmi, perché adesso arriveranno anche partite contro avversarie blasonate”. Montarsi la testa no, riconoscere che qualcosa è cambiato sì. I numeri, d’altronde, non mentono.


Antonio Iozzo




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