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#FutsalEURO, diario di bordo: giorno 4. Ljubljana night and day

 03/02/2018 Letto 158 volte

Categoria:    Vari
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    VARIE





Il triangolo no, non l'avevo considerato. Non è solo una canzone cult del maestro Renato Zero, ma anche la forma geometrica di una Ljubljana che, di giorno, è racchiusa fra un albergo situato fuori dalla capitale slovena - più vicino a un bosco che alla città, più centro sportivo sperduto fra i monti dove si gioca a tennis al chiuso, che hotel vero e proprio - l'albergo, quello vero, della Nazionale, e la Capasanta, sede dell'undicesima corsa al trono europeo.


LJUBLJANA DI GIORNO - All'interno di questo triangolo, tendente allo scaleno perché Radisson e Stozice Arena sono davvero congruenti rispetto al FantaBosco dove di notte non ci sono nè persone e quanto pare neanche gli animali, si sviluppa la vita degli inviati di C5Live. Bisogna fare prima i conti e poi render conto al nuovo addetto stampa dell'Italfutsal, sicuri che tanto Gabriel Lima è il primo nome a disposizione dei giornalisti italiani, tutto il giorno e tutti i santi giorni. All'interno del triangolo c'è un po' di tutto: piccoli centri commerciali, il Mc Donalds che di notte è una delle (poche) attrazioni, frequentato perfino di qualche nazionale di Euro 2018, quella Telekom Slovenije che diventerà ricca a forza di vendere sim card-dati per dormire sonni tranquilli alla Capasanta. Poco altro. E Ljubljana di notte?   


LJUBLJANA DI NOTTE - Ljubljana di notte è ancora da scoprire. Qualcosina si intravede quando al posto del triangolo scaleno, prende forma un pentagono, con due addetti ai lavori a estendere i propri confini. E a farci compagnia. Il centro della città sarà anche bello di giorno, ma più cala notte, più si spengono le luci. Pochi locali, uno però cattura l'attenzione. Primo, perché è uno dei pochi aperti dopo la mezzanotte. Secondo perché fa freddo, piove e non è il caso di cercare altrove. Terzo - soprattutto - perché c'è gente fuori (e quando c'è gente fuori, l'esperienza insegna, si fanno sempre belle conoscenze) ed è pieno dentro, con tanto di karaoke nello "scantinato". Meglio stare su, anche se la pizza la vendono surgelata (ma almeno te lo dicono prima): il locale pullula di Erasmus. Ci sono due ragazzi che neanche con un gentile assist della Roma Bene vanno in gol con una studentesca sorridente e disponibile, c'è perfino il primo allenatore della nazionale di futsal serba: un gigante buono attorniato da supporter del Partizan dall'alto tasso alcolico. Un allegra chiacchierata, poi meglio "escape". In fondo è notte inoltrata (la prima) tendente all'alba. E poi c'è ancora tempo per tornarci, magari dopo il debutto della Nazionale contro la Serbia.

Pietro Santercole




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