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#FutsalEURO, quel brutto erroraccio in semi. Saremmo pronti per il VAR?

 09/02/2018 Letto 286 volte

Categoria:    Nazionale
Autore:    Pietro Santercole
Società:    EURO 2018





Nella Serie A di calcio, come è stato introdotto, ha subito diviso. C'è chi critica aspramente il suo protocollo primordiale, in quanto tale sperimentale, ancora troppo soggettivo e pieno di falle. E chi, invece, è fortemente convinto che con il VAR si riducono drasticamente - che fa rima con oggettivamente - gli errori. Già, gli errori. Quello in particolare della semifinale di Euro 2018 fra Russia e Portogallo ha del clamoroso e intacca la spettacolarità di una delle partite più belle della kermesse continentale slovena di futsal.


SPUNTI DI RIFLESSIONE - Non entrando nel merito del fallo non ritenuto tale su Robinho, con il Video Assistant Referee la "parata" di André Sousa su Esquerdinha nettamente fuori area, non ci sarebbe stata. O, meglio, sarebbe stata sanzionata e, di conseguenza, non avrebbe permesso ai lusitani di Braz di realizzare, sul capovolgimento di fronte, la rete del momentaneo 3-1, per di più decisiva per le sorti del match, visto che la Russia è stata battuta 3-2 in extremis. Chi era alla Arena Stožice di Ljubljana non ha potuto rivedere il replay sul tabellone, perché è una scelta dell'UEFA quella di non voler influenzare pubblico, arbitri, giocatori e staff tecnici. Le immagini, però, non lasciano adito a dubbi. Quell'erroraccio arbitrale poteva essere evitato facilmente con il VAR. Da qui uno spunto di riflessione, soprattutto in considerazione del fatto che il futsal, a differenza del calcio, ha il tempo effettivo ed è senza recupero, con tutto ciò che di positivo ne consegue: nessuna perdita di tempo, ininfluente il prolungamento ai fini dell'incontro. Noi saremmo pronti per il VAR o per la Goal-line technology, almeno da sperimentare nelle grandi competizioni per il miglioramento di uno sport sempre più evoluto e popolare? Certamente divisi: c'è chi li criticherebbe aspramente e chi si immagina un evento internazionale straordinario, ancora più mediatico, senza più simili erroracci.


Pietro Santercole