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Italfutsal dalle "7bruttezze": così perdiamo pure una squadra in Uefa Futsal

 09/04/2018 Letto 3191 volte

Categoria:    Nazionale
Autore:    Pietro Santercole
Società:    ITALIA





La verità è che la Nazionale di futsal ci ha viziato praticamente dalla sua nascita, siamo stati abituati troppo bene, forse per questo abbiamo distrutto tutto con le nostre mani. C’era una volta l’Italia che riempiva il Palamaggiò nelle Notti Magiche di Caserta 2003, che conquistava un argento mondiale a Taipei, che andava in finale a Oporto 2007 e veniva defraudata della possibilità di andare ai rigori con la Spagna, con quell’autogol di Foglia avvenuto fuori tempo massimo nella semi mondiale di Rio 2008. C’era una volta un’Italfutsal ultra competitiva anche nell’era post Nuccorini, bronzo in Croazia e sul podio in Thailandia 2012, fino ad altre Notti Magiche, quelle di Anversa. Si poteva cavalcare l’onda, compiere il grande salto, ma nessuno è stato capace di sfruttare l’oro di Euro 2014, in tutti i sensi: nè in termini mediatici né di programmazione. Anversa di fatto segna l'inizio della nostra fine.


DALL'ETA' DELL'ORO ALLA DECADENZA - In quattro anni ne combiniamo di tutti i colori, cancellando decenni di storia e di successi. A Belgrado 2016 ci presentiamo da campioni in carica, ma siamo terrorizzati dal 5vs4 di Cacau e, infatti, usciamo col Kazakhstan ai quarti. A Cali gli errori individuali diventano orrori mondiali negli ottavi con l'Egitto, che ci batte ai supplementari prima di essere asfaltato, come i pronostici impongono, dall'Argentina di Giustozzi. Ci presentiamo a Euro 2018 con l'improntitudine di aver gettato le basi di una Nazionale "50 e 50", proprio come vuole la Uefa. Ma tre italiani doc - Fusari, Fortini e Baron - scaldano la panchina dell'Arena Stožice di Ljubljana, raccogliendo 0 secondi in tre, con l'aggravante delle rotazioni ridotte. E ancora, si fa male Lima con la Serbia e viene richiamato Fortino, fuori dalla lista dei 18 del raduno di Genzano, dove c'era Castagna, l'ultimo degli "esclusi" per la spedizione dei 14 in Slovenia. Robocop compie un lungo viaggio: a mala pena un allenamento in una palestra militare, sotto la neve, a due passi dall'Hotel dove alloggiava l'Italia, poi gettato subito in campo nello starting five contro gli anfitrioni sloveni. Perdiamo miseramente nella fase a gironi: una doppietta di Osredkar, che di mestiere fa il postino, ci rispedisce subito a casa, con il peggior risultato di sempre. Ma al peggio non c'è mai fine.


WHAT I'VE DONE - Qualcuno fra i tifosi se la prende coi giocatori nati in Brasile. Magari fosse quello il problema, la soluzione sarebbe facile da trovare. La verità è che la situazione è molto più grave. Gravissima. Il raduno post disatro Europeo si svolge nelle "segrete" di Novarello: si sanno i convocati, nulla più. Zero visibilità, zero dichiarazioni, zero informazioni sullo stato di forma degli Azzurri, zero idee, a quanto pare, su come svegliarci da questo incubo. Zero totale, proprio come i secondi effettuati da Fusari, Fortini e Baron a Slovenia 2018. Il nulla di "gorgiana" memoria esiste. Il motore trainante di un intero movimento praticamente non esiste più. Nel frattempo, il Ranking è impietoso con i risultati della Nazionale: se a maggio dovesse essere confermata la perdita del sesto posto, sarà un'Italfutsal dalle "settebruttezze", con una sola squadra nella prossima Uefa Futsal, proprio quando si chiamerà Uefa Futsal Champions League. Possibile che chi gestisce la Nazionale non sia a conoscenza dei nefasti risultati Azzurri degli ultimi quattro anni, sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori, e non faccia nulla? Possibile che sia ancora tutto in mano a un solo esponente del calcio a 5, e tutto il mondo fuori? Possibile non porre rimedio a questo empasse? Se fosse colpa della Divisione, il governo del calcio a 5 dovrebbe cadere. Ma neanche la Divisione ha voce in capitolo. What I've done. Cosa abbiamo (plurale maiestatis) fatto, canterebbero i Linkin Park. Gli stessi di One More Light, una luce in più, che da qualche parte c'è. E va trovata. Perché noi siamo l'Italfutal. Una Nazionale abituata bene, che non merita tutto questo.


Pietro Santercole




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