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Juvenia, la B conquistata su un palco emozionante. Bagalà: “Uno spot per il futsal”

 11/04/2018 Letto 492 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Marco Panunzi
Società:    SPORTING JUVENIA





A via delle Nespole sabato è andata in scena una vera battaglia. Il meglio del futsal regionale, targato girone A, ha combattuto virtuosamente per l’unico posto disponibile per entrare direttamente in cadetteria. Ha avuto la meglio lo Sporting Juvenia, condotto magistralmente dal suo giovane condottiero.

AMBIENTE – Chi è stato presente, sugli spalti, sulle panchine riservate al pubblico, oppure attaccato alla rete di recinzione che delimita il terreno di gioco, può ben dire di aver assistito ad una delle gare più emozionanti di tutto il futsal regionale laziale. “È stato uno spot davvero bellissimo per il calcio a 5 regionale, per lo sport che amiamo. La componente ambientale, ovviamente contraddistinta dai colori del Savio, ha avuto il suo peso ma ha aggiunto un tocco di bellezza. Cose del genere sono meravigliose per il nostro movimento, credo che tutte le manifestazioni trarrebbero giovamento da cornici di pubblico del genere”, il pensiero di Alessandro mentre, con la mente, ripercorre il match valido per la 26° giornata di C1 e ricorda lo spettacolo che i tifosi di casa hanno messo in scena, con cori, canti e striscioni. “Gli ultimi 4’ effettivi sono stati un dramma sportivo, non ho altre parole per esprimerlo. La gara in sé è stata piena di emozioni, di ribaltamenti di fronte. Loro alla fine ci hanno messo in grande difficoltà, cercando il tutto per tutto, e due occasioni potevano condannarci a dover sostenere i playoff – una traversa del giovane Pezzin e un palo di Sergio Medici –. Mi è sinceramente dispiaciuto vedere Alessio Medici, secondo me il migliore allenatore di tutta la C1 e col quale ho un bel rapporto, in quello stato, da amante di questo sport. Lui ha fatto un miracolo grande quanto il nostro, puntando su un gruppo storico e sui giovani”.

QUANTA STRADA – A fine partita, acquisito quel 6-5 che condanna il Savio a passare attraverso gli ostacoli della post season, Bagalà è apparso visibilmente commosso alle nostre telecamere. Compagne della gioia, alcune lacrime ristoratrici. “Ero molto commosso, perché penso che bisogna ricordarsi da dove si è partiti. E se penso a dove sono partito, con Francesco Saddemi, ad esempio, che giocava insieme a me ed è un fratello, con Stefano Currò, che non aveva mai vinto niente prima d’ora, credo di aver raggiunto un traguardo molto significativo. Tra sacrifici, senza rimborsi e col materiale che avevamo: ma ringrazio la società perché si è fatta sempre in quattro per noi. Come Andrea Giuliani, il nostro responsabile tecnico”, le parole, molto sentite, del 28enne tecnico romano. Entrato nel futsal da giocatore 10 anni fa, in un torneo del CSI sotto l’ala protettrice di Andrea De Fazi, da cui si è staccato solamente l’anno scorso: in mezzo tanta gavetta, tanta strada, una Coppa Lazio di C2, un titolo di Juniores Regionale, il corso a Coverciano. Un apprendistato che lo ha portato fino alla Serie B. “Staccarsi da Andrea, che è il mio mentore e un fratello maggiore per me, è stato innegabilmente traumatico: ma la dedico anche a lui, questo traguardo è anche suo. Abbiamo dato un segnale a tutto il movimento, siamo la prova che col lavoro di campo, quello vero, e con la volontà si possono raggiungere risultati incredibili”. Oggi è il tempo degli onori, per Alessandro Bagalà e per il suo Juvenia: ma tornerà presto quello degli oneri. Gli oneri della Serie cadetta.

Marco Panunzi




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