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Città Eterna, inizio stentato ma entusiasmo alle stelle. Pacini: “Società cresciuta”

 28/11/2018 Letto 162 volte

Categoria:    Serie D
Autore:    Marco Panunzi
Società:    F.C. CITTA ETERNA





Cambiare guida tecnica e, conseguentemente, stile di gioco all’inizio ti pone davanti alla fatica di assimilare i nuovi dettami e alla possibilità che non arrivino, da subito, risultati esaltanti. Lo sa bene Simone Pacini (il primo in ginocchio nella foto, guardando da destra), universale in forza al Città Eterna, entusiasta delle nuove ambizioni del club nonostante le difficoltà iniziali.

AMBIZIONI – “Mi sento praticamente un veterano di questo sport, sono ormai circa 15 anni che milito tra Serie D e C2. Negli ultimi tempi sono arrivato a ricoprire vari ruoli, da laterale ad ultimo, e all’occorrenza ho giocato anche da pivot”, questo è Simone Pacini, al 4° anno di Città Eterna, uno di quelli con più militanza nel club di via Affogalasino. “Col presidente Lucio Michieli ne abbiamo passate tante insieme. Ma negli ultimi due anni la società è cresciuta ed essere stato allenato prima da Armando Pozzi ed ora da Patriarca mi ha dato la forza di continuare. Quest’anno, pur partendo con risultati altalenanti, l’asticella e le ambizioni si sono alzate”. L’innesto di un tecnico di questo spessore, mosca bianca nella categoria, ha portato una ventata nuova nel club: soprattutto in mezzo al rettangolo di gioco, dove il roster sta avendo la possibilità di allenarsi con una guida esperta. “Quello su cui ci alleniamo con mister Patriarca è uno sport nuovo, visto solo ai livelli di Serie A.
Capire cosa vuole da noi spesso non è facile, se solo riuscissimo ad immagazzinare una minima parte delle sue nozioni penso che potremmo centrare qualsiasi obiettivo sportivo. Può sembrare una sviolinata ma è la verità, lo dice uno tra quelli che sta faticando di più”.

INIZI – A dispetto del grande entusiasmo estivo e della soddisfazione del roster capitolino, il lavoro con il nuovo tecnico ancora non porta propriamente i frutti sperati: 5 punti nelle prime 5 giornate del girone E, una sola vittoria ottenuta più di un mese fa (tra l’altro contro il Fiorida Portuense, unica compagine inchiodata ancora a zero punti). “Avevo pensato di smettere, perché l’età avanza e le priorità ovviamente cambiano. Però sono tornato ad avere l’entusiasmo di un bambino, il mio unico rammarico è aver conosciuto Pozzi e Patriarca forse troppo tardi; ovviamente senza nulla togliere ad Andrea Consalvo, mio primo tecnico che rimarrà per me come un fratello maggiore, come colui che mi ha fatto innamorare di questo sport”, il racconto del 35enne Simone, conscio delle difficoltà della squadra in questo scorcio di campionato. Difficoltà nelle quali, a livello individuale, si trova anche lui. “Il futsal di Patriarca è completamente nuovo per noi, dalla pressione ai movimenti senza palla. Sto faticando perché, per tanti anni, ho adottato uno stile di gioco completamente diverso. In più la nostra squadra ha ottimi giocatori e la concorrenza interna è alta:
è il primo anno in cui devo davvero sudarmi la convocazione”. Nell’anno in cui il Città Eterna ha alzato l’asticella, non ci può essere migliore stimolo.


Marco Panunzi