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Città Eterna, Michieli sbotta: "Una vergogna i fatti accaduti all'U21, vogliamo rispetto"

 14/03/2019 Letto 404 volte

Categoria:    Giovanili
Autore:    Redazione
Società:    F.C. CITTA ETERNA





Lucio Michieli, presidente del Città Eterna, si esprime con durezza riguardo ciò che è accaduto nell'ultimo turno di campionato alla sua formazione Under 21, sconfitta in casa per 0-3 dal TC Parioli. Del risultato, al massimo dirigente, non importa. Quello che si contesta è la direzione di gara, per la quale lo stesso Michieli ha chiesto l’intervento della Federazione.

I FATTI - Michieli spiega l’accaduto: “Parlo da presidente di una società ‘normale’. Noi vogliamo rispetto per il nostro lavoro: non facciamo semplicemente dello sport, abbiamo anche un ruolo nel sociale, che viene anche prima dell’ambito sportivo. La mia società si impegna a far giocare giovani ragazzi senza nemmeno farli pagare: cerchiamo di fare un qualcosa, proponendo anche dello sport. Quello che è successo è vergognoso. Domenica l’arbitro è arrivato e si è rifiutato di far andare in panchina mister Mecozzi, anche a fronte della presentazione dei documenti, e del tesserino UEFA B, dicendo che Valter non era tesserato con la nostra società. Nemmeno di fronte alle rimostranze del capitano della squadra questo signore si è mosso. Questo si chiama abuso di potere per me. Per non parlare di quello che ci ha contestato durante il match, come il colore dei calzini bianchi, che, secondo lui, dava fastidio, quando il colore della maglia degli avversari era completamente diverso. Durante la partita non abbiamo potuto nemmeno giocare con il portiere di movimento, perché secondo lui il colore delle casacche non era pertinente a quello della divisa. Ma non è finita qui. Ha permesso il gioco violento per tutta la partita al TC Parioli, che è arrivato a colpire un nostro giocatore con un fallo da dietro molto brutto. Il giocatore è uscito dal campo con una frattura del malleolo, riscontrata dopo la partita, ma l’arbitro non ha estratto nemmeno il giallo, non capendo la gravità del fatto”.

RISPETTO - Dopo questi fatti, Lucio Michieli ha deciso di intervenire: “Questa è una totale mancanza di rispetto. E io, da presidente di una società di calcio a 5, da appassionato di sport, vedendo queste cose non posso starci. Ci siamo sentiti sbeffeggiati come non mai, e questo non lo accetto. Ho faticato per creare questa società, mettendoci delle personalità come Mecozzi e Patriarca, investendo in maniera importante per il settore giovanile: è la mia sfida personale, ci investo da più di 10 anni. Poi mi devo vedere questi personaggi che vengono in casa nostra, che cercano la provocazione, provando a farci passare dalla parte del torto. Per fortuna la mia società si è sempre distinta per la correttezza, l’input è sempre stato quello di evitare risse, di non cadere nelle provocazioni. Del risultato della partita mi importa poco, ma pretendo rispetto, che io ho sempre dato, a tutti. Io voglio proporre un qualcosa che vada oltre lo sport. Il mio interesse non è fare i risultati, la mia idea è quella di far giocare giovani ragazzi per farli crescere, per questo facciamo scendere in campo molti sottoquota. Vedere queste cose mi demoralizza, purtroppo, e mi sento amareggiato. Da presidente, sento il dovere di alzare la voce. Voglio rispetto per il lavoro mio e per il lavoro di tutta la società, che è uno sforzo importante, per questo motivo mi muoverò di conseguenza, farò ricorso, chiedendo la ripetizione della partita. Questi episodi rovinano non solo il nostro lavoro, ma il movimento del calcio a 5 intero”.


Giuseppe Nebbiai





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