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Finale playoff C1 | Carica De Angelis: "L’Anziolavinio non muore mai. Gara da tripla"

 18/04/2019 Letto 476 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Francesco Carolis
Società:    ATLETICO ANZIOLAVINIO





Il manico giusto, un gruppo di ragazzi cresciuto esponenzialmente, l’occasione di mettere la ciliegina sulla torta a un percorso iniziato da lontano. È un mix esplosivo e temibile quello dell’Atletico Anziolavinio di Alberto De Angelis, pronto all’ennesima sfida con il Real Terracina nell’ultimo atto dei playoff di #SerieC1Futsal: nel sabato santo di Colleferro, i neroniani, reduci dal 5-4 alla Pro Calcio, daranno battaglia per continuare a sognare.

La stagione regolare ha detto che siete stati secondi solo al Velletri: com’è il tuo bilancio del 2018-2019?
“Sicuramente positivo. Abbiamo battagliato con il Velletri fino alle ultime giornate, poi abbiamo raggiunto questa finale, che è la testimonianza di un percorso di altissimo profilo. Non abbiamo grandi risorse e in partenza non puoi mai pianificare obiettivi alti: a dicembre ho provato a chiedere qualche elemento per puntellare la rosa, ma non è stato possibile. I ragazzi hanno messo tutto in campo, siamo riusciti già a ottenere un grandissimo risultato”.

È il terzo anno di C1 per l’Atletico Anziolavinio: come procede il progetto sportivo? Quali sono i binari sui quali hai lavorato che hanno permesso alla squadra di arrivare ai vertici del calcio a 5 laziale?
“Ho iniziato a lavorare con alcuni ragazzi già 4-5 anni fa e, nel tempo, li ho trasformati da giocatori di calcio a ottimi giocatori di futsal: sono l’ossatura della squadra attuale e la stanno trascinando. Contano tanto le esperienze fatte: penso, ad esempio, ai playoff vinti due stagioni or sono per conquistare la C1. Il gruppo ha sempre offerto il meglio, è una costante nella mia avventura qui all’Anziolavinio. Ci distinguiamo per l’aspetto caratteriale, il senso di appartenenza e, paradossalmente, anche la consapevolezza di non avere mezzi per prendere chissà quali campioni, che costringe tutti a dare il massimo. Chiaramente, sono riuscito a trasmettere loro anche una parte del mio carattere”.

Sabato siete riusciti a battere una squadra attrezzata come la Pro Calcio: com’è andata la semifinale?
“È stata una partita durissima. L’approccio non è stato dei migliori, ma me l’aspettavo: avevo visto la tensione dei ragazzi nell’allenamento del giovedì, commettevano errori banali. Il primo tempo è stato condizionato da questo atteggiamento, il nostro modo di stare in campo era opposto a quello che ci ha permesso di arrivare a tali livelli: eravamo poco equilibrati, è stato duro recuperare il doppio svantaggio. L’Anziolavinio, però, non muore mai, nemmeno davanti alle più grandi difficoltà. Nella ripresa ho sistemato le posizioni e abbiamo gestito la situazione: siamo riusciti ad andare avanti nel punteggio e abbiamo avuto tante occasioni per chiuderla. Complimenti alla Pro Calcio, ci ha messo in difficoltà fino alla fine”.

Vi giocherete la fase nazionale col Terracina: cosa pensi dell’avversario?

“Abbiamo sempre messo in scena sfide notevoli, già dalla C2: i gruppi sono rimasti sostanzialmente gli stessi, a parte l’aggiunta di vari elementi. Il Terracina ha lo stesso carattere del suo allenatore, è un punto di forza: non puoi esimerti dal porti al loro stesso livello, sennò rischi di essere travolto. Quest’anno, abbiamo perso l’unica partita in casa contro di loro, quel giorno abbiamo commesso troppi errori. Al ritorno erano costretti a vincere, noi abbiamo tenuto botta e siamo stati sempre in vantaggio”.


Che finale bisogna attendersi al PalaRomboli?

“È una partita da tripla: come ogni finale, si giocherà anche sugli episodi e sui piccoli particolari. Olleia ha detto che siamo una squadra difensivista? Non è così, anzi, a volte ci scopriamo troppo. Affronteremo una superficie non consueta per noi, su gomma e in un palazzetto: questo darà un piccolo vantaggio al Terracina, ma ce la giocheremo. Siamo al vertice e siamo orgogliosi di esserci arrivati, dal presidente Anastasi all’ultimo, se esiste, del nostro fantastico gruppo”.


Francesco Carolis





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