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12632 spettatori per una gara di futsal. "A Roma si può creare un evento del genere"

 20/03/2018 Letto 1042 volte

Categoria:    Vari
Autore:    Pietro Santercole
Società:    VARIE





La Spagna è la sua seconda casa, ci ha giocato tante volte quando era un giocatore, prima ancora di diventare un tecnico molto competente. Quando può ci torna, non solo per degustare o comperare il famoso Pata Negra, un prosciutto da leccarsi i baffi, ma soprattutto per aggiornarsi sui diversi modi di allenare, nella terra dei maestri spagnoli di futsal. C'era anche Massimiliano Mannino fra qui 12632 spettatori. Che hanno riempito un intero palazzetto per una partita di futsal. Era lì l'ex Latina e Lazio, in compagnia del suo mentore, nonché ex alto dirigente, Antonio Ruggieri.


UNO SPETTACOLO MEDIATICO - "12632 spettatori è certamente un dato da non sottovalutare, una conferma della credibilità del calcio a 5". Già, Mannino aveva già assistito a certi spettacoli, addirittura da protagonista. "Quando giocavo, una volta andammo Barcelona con la Nazionale, c'erano 18 mila spettatori a guardarci - continua - sono stato a vedere anche la #CopaLNFS tre anni fa: in Spagna c'è una cultura differente, curano la visibilità, hanno tifoserie parzialmente organizzate, gonfiano l'evento. Ora hanno anche Ricardinho, che anche a livello mediatico fa la differenza". La mossa di Lozano, presidente della LNFS, di disputare il Main Event stagionale dell'anno al WiZink Center, in una grande capitale come Madrid, si è rivelata azzeccata. "Ho parlato con lui - dice Mannino - lo conosco da quando era un allenatore, personalmente sono convinto che un evento del genere si possa riproporlo anche in una grande città come Roma. Io giocavo - sorride - nelle finali del Foro Italico e ricordo molto bene quanta gente c'era".


L'ASPETTO TATTICO - Spagna all'avanguardia? Sì, ma fino a un certo punto. Il Jaén avrà pure sconfitto i campioni in carica dell'Inter Movistar, creando la sorpresa, ElPozo fuori ai quarti, Barcelona in semi. Ma se si parla di aspetto tattico, Massimiliano Mannino non è rimasto a bocca aperta. "La Serie A non è poi così lontano - spiega - certamente mi ha colpito un'intensità differente, ma non ho visto grandi novità. Poche uscite pressing, se non con il portiere che rilancia lungo, in pochi prendevano rischi. Sono rimasto colpito dal Las Palmas, che metteva sempre un giocatore fra le linee. I minutaggi sono molto bassi, al massimo di 10'". Si parla molto dell'Imperatore Elisandro, uno dei pivot che attualmente vanno per la maggiore. "Si nota perché sa sfruttare bene l'appoggio e la sua forza fisica, anche se a me è piaciuto tantissimo Anás del Ríos Renovables Zaragoza, un'ala, classe 1992, di quelle che piacciono a me: un mancino dalle due fasi". Dulcis in fundoo, due vecchie conoscenze della Serie A, una in particolare, che hanno alzato la #CopaLNFS nelle notti magiche madrilene. "Dicevano che Mauricio Cebola era finito, invece non è affatto in fase calante. Giasson? Chiaramente io facevo il tifo per Daniel (i due erano insieme alla Lazio, ndr), ha difeso forte e si è ben comportato contro Elisandro". Un messaggio da recapitare nella casella di posta elettronica del commissario tecnico Azzurro.


Pietro Santercole




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