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Elledì, un esempio per tutti. Giuliano: “L’educazione e il rispetto al primo posto”

 28/03/2018 Letto 1192 volte

Categoria:    Giovanili
Autore:    Antonio Iozzo
Società:    CARMAGNOLA





La Final Eight di Coppa Italia ha lasciato in eredità diversi spunti. Due su tutti: la superiorità del Maritime, che si è imposto in maniera netta, e l’uscita prematura dell’Orte, vera delusione della kermesse dedicata alla coccarda tricolore Under 19. Poi una bellissima sorpresa: l’Elledì Carmagnola, unica formazione in grado di sovvertire il pronostico dei quarti di finale. La formazione piemontese si è meritata la simpatia di tutti gli appassionati non solo per il rendimento in campo, ma anche, e forse soprattutto, per l’educazione sportiva evidenziata nella fase finale di questa Coppa Italia.


ROSA GIOVANE – I pronostici erano tutti avversi, anche in virtù del piazzamento maturato durante la regular season. La Final Eight, infatti, metteva di fronte sei capolista, il Fuorigrotta, giunto al secondo posto nel girone P, e appunto il Carmagnola, quarto nel raggruppamento A, lo stesso dell’Asti finalista: “Siamo arrivati a questo evento come ottava forza in campo, ma con la consapevolezza di potercela giocare con tutti - afferma Francesco Giuliano -. Il quarto posto in campionato è dipeso anche da una gestione delle energie, perché molti dei miei ragazzi sono chiamati a un triplo impegno: la Serie B, che, ovviamente, ha la priorità, l’Under 18 e l’Under 19. È chiaro che, essendo in pochi, la domenica spesso ho dovuto far rifiatare alcuni giovani, presentando una formazione ricca di 2000. Il nostro piazzamento in campionato si spiega così: abbiamo dovuto fare di necessità virtù”. Una scelta obbligata, ma che, in prospettiva, può solo portare benefici: “Aiuterà i nostri ragazzi a crescere - sottolinea il tecnico, giocatore e allenatore in prima squadra, nonché responsabile di tutto il settore giovanile -. Giocare nelle categorie maggiori è il modo migliore per favorire il processo di maturazione di un atleta”.


FILOSOFIA UNICA – Dalla prima squadra ai piccoli del 2011. La mano di Francesco Giuliano su tutte le categorie: “Vogliamo fare in modo che si abbia un’unica filosofia di lavoro: dalla prima squadra in giù devono tutti pensare allo stesso modo. Negli allenamenti seguo ogni formazione, poi è ovvio che ogni categoria deve avere anche un allenatore, perché durante il fine settimana non posso essere presente a tutti gli incontri”. Giuliano, però, può contare su collaboratori di fiducia: “Tutti gli allenatori sono anche nostri giocatori. Abbiamo scelto questa politica, perché vogliamo che i nostri atleti crescano a 360°, e allenare i più piccoli è sicuramente un modo per riuscirci”.


IMPRESA – I risultati danno ragione al Carmagnola, capace di eliminare un Orte arrivato alla Final Eight dopo aver vinto tutte le partite giocate tra campionato e coppa: “Un successo inaspettato per la maggior parte degli addetti ai lavori e anche per il presidente, un po’ meno per me, perché conosco il valore dei miei ragazzi. Loro hanno creduto di poter vincere, e questo ha fatto la differenza - spiega il giovanissimo tecnico -. Non posso che ringraziarli, perché hanno fatto tutto ciò che avevamo preparato. Siamo stati tosti e aggressivi, e, anche se l’Orte in alcuni momenti di gara ci ha schiacciato nella nostra metà campo, siamo riusciti a pressare alto e a giocare a viso aperto, con un atteggiamento che alla fine ci ha premiato”. Ribaltando completamente il pronostico iniziale: “È stata una sorpresa, ma solo fino a un certo punto”.


LEZIONE – Dall’impresa contro l’Orte alla debacle contro il Maritime in semifinale: “Siamo arrivati morti dal punto di vista psicofisico - precisa Giuliano -. Non avendo una tecnica eccelsa, abbiamo bisogno di stare al 200% della condizione: se ci manca questo, perdiamo la nostra arma principale”. Dispiace soprattutto aver preso due gol dopo appena 1’34’’, un colpo che ha subito fatto sparire i gialloneri dalla partita: “Purtroppo avevamo speso troppo nei quarti. Non è una giustificazione, infatti siamo pronti ad analizzare e correggere gli errori commessi. Sono convinto, però, che se potessimo rigiocare di nuovo la partita, molto probabilmente perderemmo, ma al termine di una sfida senza dubbio più equilibrata”.


CULTURA SPORTIVA – Il Maritime ha alzato la coppa, ma il Carmagnola ha dato a tutti una lezione di grande sportività. Dopo aver perso 9-0, la squadra ha reso onore agli avversari con un lungo applauso, poi è andata a ringraziare i tifosi presenti a Pesaro, infine, come di consueto, ha pulito la propria panchina: “È una questione di educazione. Noi siamo stati fortemente influenzati dalla scuola di Lino Gomes (ex allenatore dell’Elledì), un grande professionista da cui bisogna solo apprendere in modo silenzioso. Se io ripropongo certi comportamenti, è solo perché li ho imparati da qualcun altro”. Perché vincere o perdere non è tutto: “Parliamo di ragazzi, quindi, per prima cosa, devono porsi con rispetto e in maniera positiva nei confronti dello sport. Rispettare un avversario non vuol dire togliere agonismo o cattiveria alle proprie prestazioni, e non è questione di perbenismo. La sportività conta quanto l’aspetto tecnico-tattico: noi dobbiamo andare in giro e distinguerci sotto tutti i punti di vista”. Cosa che i gialloneri hanno fatto dal primo all’ultimo secondo: “Non era semplice comportarsi così dopo un 9-0, quindi complimenti a tutti i miei ragazzi. Per me era fondamentale onorare questa manifestazione fino alla fine, e credo che ciò sia stato fatto”.


Antonio Iozzo




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