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Il saluto di Karmen e Mariagrazia: “Salinis sempre nel cuore, ora nuove sfide”

 18/05/2018 Letto 969 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Antonio Iozzo
Società:    SALINIS





L’amore per il futsal, l’attaccamento alla maglia, il legame tra sorelle. La storia di Carmela (per tutti Karmen) e Mariagrazia Pezzolla racchiude tutto questo. Una vita insieme, in campo e fuori. A rincorrere un pallone, a difendere due colori (il rosa e il nero), ma anche a inseguire i propri sogni. Sogni che adesso potrebbero separare i loro destini: già, perché dopo una vita insieme alla Salinis, Karmen e Mariagrazia prenderanno strade diverse: umanamente e sportivamente parlando.


L’INIZIO DELLA FAVOLA – 16 mesi di differenza. Karmen nasce il 13 maggio del 1991, Mariagrazia il 28 settembre dell’anno successivo. Sorelle più unite che mai. Crescono e fanno tutto insieme, coltivando le stesse passioni. La più importante riguarda un pallone che rotola. Le due Pezzolla, rispettivamente a 13 e 12 anni, iniziano a inseguire il proprio sogno. Parte tutto dal San Giovanni Bosco, vivaio che fa crescere i giovani e poi li lancia nelle società di calcio a 11 e di futsal. Qui Karmen e Mariagrazia conoscono Vito D’Ambrosio, il loro allenatore, all’epoca giocatore della Salinis. Insieme partoriscono una folle idea: fondare una squadra femminile.


SCALATA – Nasce così, nel 2011, la Salinis in rosa. La squadra si iscrive al campionato di Serie C e al primo anno centra un ottimo terzo posto. La stagione successiva è ricca di trionfi: le due Pezzolla conquistano la promozione e vincono anche la Coppa Puglia, sfiorando addirittura il triplete (sconfitta con l’Fb5 nella finale di Coppa Italia Regionale). Il primo anno nella massima serie regala la salvezza tramite i playout, il secondo i playoff scudetto e la Final Eight di Coppa Italia.


DISCESA E RISALITA – La stagione 2015-16 è sicuramente la più dura per i colori rosanero. Karmen vola per un anno in Spagna, la squadra accusa il colpo e alla fine retrocede. La società rileva il titolo del Real Sandos e l’anno dopo si regala una splendida doppietta in Serie A2: campionato e Coppa Italia. Il resto è storia recente, anzi recentissima. Nella stagione appena conclusa, l’ultima di Karmen e Mariagrazia in maglia rosanero, la Salinis si piazza al decimo posto al termine di un’annata piena di alti e bassi.


KARMEN – “Dispiace lasciare la famiglia, ma nella vita tutto prima o poi finisce - commenta Karmen -. C’è un momento in cui bisogna saper chiudere una porta e avere la forza di iniziare un nuovo percorso”. Anche se non è semplice: “Porterò con me mille ricordi: l’emozione di giocare contro gente del calibro di Lucileia, la Final Eight di A, il trionfo dello scorso anno in Coppa Italia”. I momenti in campo, ma non solo: “Lo stare insieme, l’essere gruppo”. Un pizzico di malinconia da un lato, la voglia di tuffarsi in una nuova avventura dall’altro: “A luglio dovrei laurearmi in Odontoiatria e Protesi Dentaria, quindi, razionalmente, dovrei cercare una città che mi permetta di proseguire il mio percorso universitario”. La testa sì, ma anche il cuore: “Una parte di me non vuole privarsi della Serie A - confessa la classe ’91 -. Mi sono allenata tutti i giorni e ho fatto grandi sacrifici: scendere di categoria sarebbe difficile da accettare”. Un po’ come sarà difficile non vivere più con sua sorella: “Una situazione che ho già sperimentato quando sono andata a Valencia. Abbiamo sempre fatto tutto insieme, quindi sarà dura, ma è giusto che anche lei faccia un’esperienza da sola”.


MARIAGRAZIA – Rosa e nero, molto più di due semplici colori: “Una seconda pelle - ammette la più piccola delle sorelle Pezzolla -. Non sarà per nulla semplice vedermi con un’altra maglia addosso”. La Salinis tatuata nell’anima: “Una famiglia che porterò sempre con me, ma adesso è giusto rimettersi in gioco da un’altra parte”. Con una speranza: “Vivere una nuova storia d’amore, possibilmente bella come la prima”. La scelta di Mariagrazia sarà solo di cuore: “Mi manca ancora un anno di università, quindi la mia sarà una decisione esclusivamente sportiva: sceglierò il progetto migliore”. Un’esperienza sportiva, ma soprattutto di vita: “Per la prima volta, mi allontanerò da tutti i miei affetti. Sarà un anno molto utile per la mia crescita sia personale che professionale”.


Antonio Iozzo




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