Maccan Prata allo sprint finale. "Ragazzi magici. Obiettivo playoff"
La parola al Direttore Marketing, giunto alla sua seconda candelina giallonera, Gian Luca Schmidt ci ha raccontato di come ha vissuto questi due anni al Maccan, con una visione su presente e futuro.
Gian, sei al secondo anno di questa tua avventura giallonera. Riavvolgi il nastro, ripensa a questi 730 giorni a Prata e raccontaci di emozioni, momenti, gioie, dentro e fuori dal campo…
Sono passati 730 giorni da quando ho raggiunto il Maccan Calcio a 5 e devo dire che sono stati due anni incredibili. Ho fatto in tempo a vivere la promozione dalla Serie B alla Serie A2 e quella successiva in Serie A2 Èlite, con tre giornate di anticipo se non ricordo male. Oltre le emozioni vissute per le due promozioni con la prima squadra, che rappresenta l’elemento trascinante di tutto il progetto giallonero, moltissime emozioni me le hanno fatte vivere i tifosi, i nostri Briganti, il territorio, le famiglie e i bambini, durante i nostri camp estivi, le attività, come l’impegno sociale, le relazioni con le aziende e le istituzioni… Devo dire che i momenti di gioia sono stati tantissimi, dentro e fuori dal campo. E mi sento di aggiungere che avendo trent’anni di esperienza nel mondo sportivo e con squadre di serie A, raramente ho vissuto emozioni di questo genere. Due anni impagabili.
La squadra, sopperendo ad assenze e infortuni ha fatto un gran girone di andata, subendo un leggera flessione nell’ultimo periodo. Come ci vedi allo sprint finale?
Questi ragazzi sono magici. Due promozioni consecutive, un percorso iniziato nel 2007 e che oggi vede la squadra ai vertici del calcio a 5 nazionale di Serie A2 Èlite, mantenendo la categoria con sei giornate di anticipo e in piena lotta playoff e giocando numerose partite senza avere la rosa al completo. Questo fa onore alla squadra, a tutti i ragazzi, alla società, a Mister Sbisà e tutto il suo staff. Siamo attualmente nella seconda categoria nazionale di Calcio a 5, quindi lo sforzo generato da tutti è notevole, ma mi auguro che giocheremo i playoff”.
Passando dal campo alla scrivania, come procedono i rapporti con i partner, le autorità, il territorio?
I rapporti con Partner, Autorità e Territorio sono eccellenti. Con i primi, direi che sono in crescita, perchè stanno comprendendo che il nostro è un progetto di brand, e quello del Maccan offre una pletora di contenuti ampissima, che non è rappresentata solamente dalla prima squadra, ma anche dal team femminile, dal settore giovanile, da una logica di media e comunicazione attraverso canali classici e moderni. Le relazioni con il territorio sono fondamentali, essendo il Maccan Calcio a 5 un degno rappresentante e un’eccellenza della Regione Friuli Venezia Giulia e che lo porta in tutta Italia, legandolo ulteriormente alle istituzioni sia del Comune che Regionali. Con le autorità e la Divisone siamo sempre presenti ai meeting organizzati. Ci tengo a precisare che con i nostri Partner basiamo il percorso insieme non sul mecenatismo, ma sulla volontà di creare valore attraverso una partnership. Ogni brand, che sia piccolo, medio o grande che investe nel nostro progetto di ampio respiro, deve ottenere valore, attraverso opportunità di business con altre aziende. Ciò può avvenire attraverso contenuti di visibilità, sinergie, relazioni, nate anche grazie agli eventi B2B che organizziamo durante la stagione, la presentazione delle maglie in una location meravigliosa come il Golf Club, la festa di fine anno o la cena di Natale così come per i giochi tra primo e secondo tempo dei match casalinghi, creando emozioni e consolidando partnership.
Il 17 marzo sarai uno degli ospiti di grande evento a Pordenone, insieme ad un mostro sacro come Javier Zanetti. Si può anticipare qualcosa?
Molto volentieri. Sarà per me un grande onore poter fare da moderatore in questo evento durante il quale si parlerà di competizione sportiva e collaborazione aziendale, toccando i legami e le best practice che dallo sport vanno verso l’azienda ma anche viceversa. Avremo tre speaker, con Simone Teso, formatore e mental coach di altissimo livello, Davide Micalich, presidente della Gesteco Cividale, e poi Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, ed ex collega, avendo lavorato insieme al progetto Inter Campus, che supporta in più di 30 paesi i bambini in difficoltà e attraverso lo sport riescono a condurre una vita più dignitosa. Sarà un evento con due eventi, in quanto le aziende partner della serata, avranno la possibilità di formarsi nel pomeriggio, proprio grazie a Simone e Javier, diventato un manager a 360°, che trasferirà ai partecipanti tutte le competenze, le best practice e le azioni vincenti che sono state portate all’Inter. La sera, invece, si terrà il convegno aperto al pubblico, anche se abbiamo ricevuto più di 1.000 richieste, ma per questioni logistiche gli accessi sono stati garantiti ai primi 500 iscritti. Lo ritengo quindi un onore e una grande emozione poter vivere questa giornata e sono certo che i partecipanti potranno portarsi a casa spunti e consigli molto utili.
Con la tua esperienza, tante le hai viste, molte le stai vivendo in prima persona, ma secondo il tuo punto di vista, cosa preserva il futuro per il mondo dello sport business?
Osservando lo scenario macroeconomico attuale e il rischio di dazi dagli Stati Uniti, qualche preoccupazione sorge, anche perchè si trasferiscono su aziende del territorio friulano e veneto. Un evento che a cascata rischia di mettere in difficoltà molte realtà, con la diretta conseguenza di andare a tagliare su investimenti, il primo dei quali, molto spesso ed erroneamente, quello di marketing e comunicazione. Al netto di tali pensieri, ritengo che lo sport business rimanga un’opportunità notevole per le aziende, per comunicare, farsi conoscere, creare emozioni per i propri clienti e fornitori, anche se serve, a mio avviso, maggior pianificazione. L’investimento nello sport non deve essere visto come una beneficienza, una donazione o un gesto a perdere. Lo sport business è business, lo dice la parola stessa, perché non è solo sport, ma deve creare valore, quindi, un’azienda che investe in tale settore deve percepire che tale sia stato creato. Credo sia necessario che le persone che come me si occupano di marketing e comunicazione debbano essere estremamente creative nel personalizzare con una logica sartoriale la proposta per coloro che decidono di investire sfruttando un brand sportivo.
E per quanto riguarda il futuro giallonero?
Sono più che convinto che il futuro giallonero sia estremamente roseo. Le difficoltà sono tante, gli atleti, le trasferte, i costi legati all’iscrizione al campionato, è un progetto impegnativo, però la società è sana, abbiamo fatto e stiamo vivendo un passaggio da logiche familiare, dalla nascita della società nel 2007 a quelle più aziendaliste, con organigrammi, organizzazione interna, competenze e ruoli ben definiti. L’obiettivo, non nell’immediato, di arrivare nel massimo campionato nazionale c’è, ma è accompagnato dalla crescita del settore giovanile, dallo sviluppo dei camp estivi, gli impegni nelle scuole e con i più piccoli, così come la giusta valorizzazione dei nostri meravigliosi e unici Briganti e del territorio. La parte finanziaria sarà fondamentale per raggiungere determinati obiettivi societari, il brand è sano e sta crescendo, ma lo sforzo necessario sarà maggiore, ma a noi piacciono le sfide difficili. Sono qui per questo e non posso essere che ottimista, augurando il meglio al Maccan Calcio a 5, alla famiglia e a tutte le persone che lavorano nel club ogni giorno, dentro e fuori dal campo.
Ufficio Stampa Maccan Prata
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