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La storia di Rino Marzocca, un esempio per tutti: "Io come gli altri. Merlim e Isgrò i miei idoli. Il futsal mi ha insegnato tanto"

 26/03/2025 Letto 319 volte

Categoria:    Serie A2
Autore:    Divisione Calcio a 5
Società:    FUTSAL BITONTO





Il maxi evento nelle Marche di cui ancora se ne parla ha raccontato tantissime storie. Di certo non lo scorderanno mai Feldi Eboli e Bulldog Capurso, Italpol, Futsal Villorba, Superaequum e Roma 1927, che stanno condividendo la conquista delle rispettive coccarde tricolore tra la propria gente. Video Support per la Serie A, il clinic di Samperi e la tradizionale rimpatriata tra i tanti appassionati di futsal che si sono dati appuntamento a Porto San Giorgio, Falconara e Jesi. In mezzo a queste tantissime storie, però, ce n’è una che ha catturato particolarmente l’attenzione, toccando il cuore.

LA DISABILITÀ COME PUNTO DI FORZA - È la storia di Rino Marzocca, giocatore del Bitonto, sordo dalla nascita, colui che ha trasformato la disabilità in un punto di forza. “In merito ai pregiudizi non ci devono essere, perché sono come le altre persone. La parola chiave è sacrificio, non bisogna mai mollare e ascoltare sempre i consigli delle persone più esperte e più adulte”. Così il 17enne coratino è cresciuto, trovando nel futsal il suo habitat naturale. “È uno sport che mi attira tantissimo - ci dice - quando l’ho visto per la prima volta, poi non l’ho mai abbandonato. Col futsal ho imparato tantissime cose, tra cui disciplina e amicizia”. Nulla è facile, semmai lo diventa. “A seconda della giornata e degli impegni di scuola, a volte le giornate sono pesanti - ammette - ma tutto ciò mi insegna a migliorare per il futuro”.

UN’EMPATIA CONQUISTATA - Con i compagni di squadra tutto a gonfie vele, Marzocca è uno di loro. “All’inizio mancava l’empatia, poi, conoscendoci, tutto è diventato più fluido, c’è stato molto supporto da entrambe le parti: loro hanno la pazienza di spiegarmi le cose, io mi sono impegnato per raggiungere i miei obiettivi. Ho sempre pensato di essere una persona capace, ora mi sento una persona più tranquilla. La Final Eight? Una grande emozione, per me è stata la prima volta - rimarca - spero di riprovarla”. Magari diventando come due dei suoi idoli: “Mi piacciono alcuni giocatori per il loro modo di affrontare tranquillamente le partite, penso a Merlim e Isgrò. Il mio sogno è migliorare sempre di più ogni giorno. Per il futuro mi auguro di arrivare al massimo livello possibile”. È sulla buona strada  buon Rino, un esempio per tutti.

Ufficio Stampa Divisione C5




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