Roma 1927, l’Under 17 sogna e fa sognare. Trimigliozzi: “Questi ragazzi hanno un grande potenziale”
L’Under 17 della Roma 1927 fin qui ha vissuto una stagione magica. Il trionfo nel girone B del campionato Élite, maturato con quattro giornate di anticipo, ha testimoniato la bontà del progetto giallorosso, spalancando le porte della semifinale per il titolo regionale alla squadra di Rodolfo Fortino. Ma il bello deve ancora venire: sabato 5 la prima giornata di Coppa Lazio, mercoledì 9 il debutto nei playoff.
“Al di là dei risultati, i progressi maggiori si sono visti nella coesione del gruppo e nella capacità dei ragazzi di adattarsi alle diverse situazioni di gioco”, la sottolineatura di Luca Trimigliozzi, che va oltre le (tante) vittorie. “La squadra ha dimostrato una notevole maturità tattica, sapendo gestire i momenti cruciali delle partite e mantenendo la concentrazione anche sotto pressione”. A tutto si aggiunge la sapiente regia di un mostro sacro come Robocop: “Un altro punto di forza è stata la capacità di creare un gioco fluido ed efficace, sfruttando al meglio le caratteristiche dei singoli e avendo una propria identità”.
Un’Under 17 fortissima e compattissima, anche grazie al lavoro dello stesso Luca: “Il mio rapporto con il gruppo è basato sulla fiducia reciproca e sul rispetto. Cerco di instaurare un dialogo aperto con i ragazzi, ascoltando le loro esigenze e motivandoli a dare il massimo - spiega il dirigente accompagnatore -. Sono atleti, sì, ma a me piace anche costruire uomini. Sono ragazzi promettenti, con un grande potenziale e un grande spirito di sacrificio”.
Il giusto clima e un potenziale enorme. Sognare si può, tra coppa e playoff: “L’atmosfera è carica di entusiasmo e determinazione. Il gruppo è consapevole dell'importanza dei prossimi appuntamenti e si sta preparando con enorme impegno”, assicura Trimigliozzi, che poi conclude. “Le aspettative sono alte, ma manteniamo la concentrazione sull’obiettivo di dare il massimo in ogni partita, affrontando ogni sfida con umiltà e spirito di squadra”.
Antonio Iozzo
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