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Musti: hai una patata bollente. Il piano per risollevare la sgangherata Italfutsal

 01/01/2019 Letto 919 volte

Categoria:    Nazionale
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    ITALIA





 
Basta guardare il Ranking Futsal. O quello Uefa, che ci ha già fatto perdere una squadra in Champions a causa dei disastrosi risultati dell’Italfutsal praticamente nell’ultimo quadriennio, per spegnere i facili entusiasmi. Terminati gli applausi per la doppia mossa avallata da Andrea Montemurro, Main Round per i Mondiali 2020 nel Belpaese e nuovo cittì, è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà nell'anno dello storico cambiamento.

TABULA RASA - Un inspiegabile ricambio generazionale iniziato soltanto all'indomani del secondo umiliante flop continentale, visto che a Lubiana 2018 c'erano ancora 9 Eroi di Anversa 2014 e tre "deb" Azzurri in gita premio in Slovenia. Due successi (intervallati da 280 giorni di digiuno) in 10 gare del 2018, contro avversarie non di grido. Nell'ultimo anno, Novarello trasformato in un bunker: comunicazione unilaterale e, ahinoi, latente. Che fa rima con inesistente. Tabula rasa.
 
FUTURO PROSSIMO - Senza tanti altri rovinosi giri di parole, oggi Alessio Musti eredita una patata bollente da Roberto Menichelli. Almeno il nuovo cittì parla, non sul recente passato - tristemente arcinoto a tutti - preferendo vivere il presente per un futuro prossimo migliore. "Il momento è difficile - ammette, in uno stralcio di un'intervista sul Messaggero - e lo dico senza giudicare il lavoro altrui". Ecco il piano per risollevare un'Italfutsal trasformatasi nel frattempo in Italietta, non per i giocatori utilizzati ma per delle scelte alquanto opinabili che hanno rotto il motore trainante un'intera disciplina. "Bisogna ricreare un gruppo e fare un ordine mentale, trovando un'identità di squadra, empatia con i tifosi e attaccamento". Primo raduno con Musti cittì fissato per il 28 gennaio, a inizio febbraio test match con la Romania. "Dobbiamo tutti insieme seguire una stessa direzione, con un lavoro capillare che ci permetta di essere pronti per il primo obiettivo: la qualificazione al Mondiale". Tempo ce n'è. Neanche troppo, però, così come i margini di errori, che, vista la funesta situazione, non possiamo più permetterci.
 
Pietro Santercole  



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