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Azzurro (di nuovo) vivo. Musti a C5Live: "Avanti con l'Italfutsal di tutti"

 03/05/2019 Letto 501 volte

Categoria:    Nazionale
Autore:    Pietro Santercole
Società:    ITALIA





Quell'abbraccio diventato gigantesco nella notte pescarese in cui una folla acclamante di colore Azzurro ha confermato il rinnovato entusiasmo verso un'Italfutsal finalmente accessibile a tutti e nuovamente competitiva. A caldo, Alessio Musti avrà faticato a tenere a bada l'emozione generale per la sua "prima" da commissario tecnico sul suolo italico. Due settimane dopo il Torneo Internazionale abruzzese, a freddo, è tempo di analizzare i primi quattro mesi della nuova gestione del motore trainante una intera disciplina sportiva, imbattuta nel 2019.
 
UNA BELLA EMPATIA "Il bilancio in termini di risultati è positivo". Doppietta in Romania, pareggio addirittura con rimpianti contro l'Argentina, vittoria in rimonta con la Bosnia: tre successi e un pari. Un ritmo che segna una netta inversione di tendenza (oltremodo incoraggiante) rispetto al recente passato, infondendo fiducia. "Questo miniciclo di risultati deve rappresentare il carburante da mettere nel motore in vista del Main Round di ottobre per le qualificazioni ai Mondiali, che non sarà per niente semplice". Musti entra nello specifico. "In Romania ci aspettava una trasferta insidiosa contro una nazionale che qualche qualche mese prima aveva battuto la Spagna - sottolinea - con l'Argentina siamo andati oltre i nostri limiti, con la Bosnia l'atteggiamento del primo tempo è da rivedere, una partita di difficile lettura, ma comunque abbiamo portato a casa il risultato. Il rinnovato entusiasmo? Percepisco una bella empatia".
 
IL PERCORSO NUOVO è segnato. "Le idee sono chiare - continua Musti - stiamo cercando la strada per una nuova quadra. Il problema è che io sono eternamente insoddisfatto e ora mi inizio a lamentare come tutti i selezionatori: appena 20 allenamenti, 4 partite e ora ci rivedremo a settembre per la doppia sfida con la Croazia, a ridosso del Main Round". In appena 20 allenamenti e 4 partite Alessio Musti ha ribaltato l'Italfutsal, ma non diteglielo. "Questa Nazionale non è mia, ma di tutti. Chiunque vuole venirci a trovare è ben accetto. Noi stiamo dando la possibilità di realizzare un sogno, la maglia Azzurrra ora è alla portata di chiunque. Abbiamo un'identità ben definita e le regole del gruppo sono chiare per tutti: le convocazioni si fanno per rendimento. Nel Torneo Internazionale abbiamo utilizzato 11 formati, 4 italo con l'Argentina e 3 con la Bosnia. Con lo staff siamo convinti che in Italia i talenti ci sono, bisogna saperli trovare in tutte le categorie e avere il coraggio di farli giocare. Seguiamo tutti ossessivamente, siamo in contatto con le società, italiane ed estere. Abbiamo intenzione di intensificare l'attività di scouting e dall'anno prossimo la Nazionale avrà una fitta rete di osservatori".
 
L'IMPORTANZA DELLO STAFF per Musti è qualcosa di sacro. "Un elemento determinante dentro e fuori il campo - rimarca - e io non potevo chiedere di meglio. Siamo tutti molto esigenti, qui nessuno molla un minuto". Tutto ruota attorno a due parole che rappresentano i capisaldi della concezione tecnica del nuovo cittì della Nazionale. "Mansioni e responsabilità - spiega - per anni si è sempre pensato che chi urla ha più personalità, chi non urla ne ha meno: questo per me è uno dei più grandi equivoci. Io delego tanto allo staff, che non vuol dire scaricare le proprie responsabilità, tutt'altro: loro sono più competenti di me dentro le loro autonomie. C'è un dialogo continuo, ma alla fine prendo io le decisioni, perché io sono il responsabile tecnico".
 
IL POST di congratulazioni a Cavinato e Merlim per il successo con lo Sporting in Champions, evidenzia proprio quell'empatia che la nuova Italfutsal ha saputo trasmettere. Sin da subito. "Un post sincero - ammette Musti - è il coronamento di un loro lungo percorso. Non mi aspettavo il loro attaccamento al nostro progetto. Cavinato è venuto in Nazionale acciaccato, eppure è stato curato da noi. A fine Champions ho mandato un sms a tutto lo staff, che lo ha aiutato a presentarsi nelle migliori condizioni possibili per la Final Four kazaka".
 
SETTEMBRE E' VICINO. Ottobre quasi. Non si può pensare a un Mondiale senza l'Italia. Ma bisogna arrivarci in Lituania nel 2020, passando indenni in primis nel Main Round, che si svolgerà subito dopo l'estate, quando i campionati saranno appena iniziati e la condizione fisica non potrà essere ottimale. Per Musti domani è già qui: "Il gruppo non è chiuso, anche se chi è venuto in Nazionale finora ha un innegabile vantaggio che deve però saper mantenere. Noi crediamo nel senso di responsabilità dei giocatori, non posso pensare che ci sia qualcuno che arrivi impreparato a questo importante appuntamento - continua - noi comunque monitoreremo tutti. E' un'opportunità enorme per questo gruppo. Le scelte verranno sempre fatte in base al rendimento, anche se dovessero essere poco piacevoli, l'importante è capire che se non giochiamo con lo stesso spirito di squadra e l'atteggiamento visto in Romania e con l'Argentina, rischiamo di non qualificarci". Anche perché il futsal europeo sta cambiando: ora c'è il Portogallo al top, la Spagna è in crisi e squadre come Finlandia, Francia, Serbia e Romania cominciano a battere le big. "Adesso c'è più livellamento. I successi portoghesi non sono un caso, ma frutto di un grande lavoro di base e di condivisione: hanno saputo creare un'indipendenza da Ricardinho. Le amichevoli inoltre sono diventate più difficili: la Serbia ora batte il Brasile, la Finlandia supera la Spagna, attenzione alla Francia: sta correndo più di tutte. La crisi spagnola? Sta passando un momento delicato, ma io sono convinto che quando conteranno i risultati, si saprà valere". Anche l'Italia dovrà farlo. L'Italia finalmente di tutti.
 
Pietro Santercole




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