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Troilo: 1200 km in un giorno, spesi bene. "Italservice, l'annata col tricolore al petto"

 22/07/2019 Letto 1129 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Pietro Santercole
Società:    PESARO





Un anno fa, di questo periodo, percorreva 1200 chilometri in un giorno (LEGGI QUI) per andare a prendere la terribile "dupla" della Luparense Honorio-Taborda, e portarla a Pesaro. 366 giorni dopo, Marco Troilo mai si sarebbe aspettato di sventolare il tricolore proprio nella sua cara Montesilvano, grazie all'impresa griffata Italservice, campione d'Italia al primo assalto e contro pronostico. "Tre finali e uno scudetto. A quanto pare quei 1200 km in un giorno, sono stati chilometri ben spesi. Taborda ha fatto un'ottima stagione, Honorio ha avuto delle difficoltà iniziali, ma sfido chiunque a non averne dopo 13 anni passati in un'altra città, ma è stato fondamentale per lo spogliatoio, per le sue qualità di palleggio e a gara-5 delle finali con l'A&S, schierato da Colini in un ruolo non suo (ultimo, ndr), per me è stato il migliore in campo. Io, comunque, non posso che ringraziare la famiglia Pizza e Fulvio Colini per la seconda possibilità che mi hanno concesso di volermi ancora dentro. E mio padre per tutti gli insegnamenti che mi ha dato". Così parlò il direttore sportivo dei rossiniani.
 
IL PASSATO è un tempo da ricordare. D'altronde Marco Troilo non è la prima volta che si toglie lo sfizio di ribaltare un pronostico. Era già accaduto ai tempi delle Finals di un Montesilvano capace di annichilire la favoritissima Marca, a casa sua. "Possono essere accomunate solo dalla parola impresa - spiega - quel Montesilvano stava ricostruendo, una squadra giovane con Borruto 23enne. Col Pesaro non è stato facile amalgamare i due blocchi (Luparense e Pescara, ndr), ma ci siamo riusciti con tanto di imbattibilità casalinga". Al di là del tricolore, forse proprio qui sta l'incredibile successo di un Italservice fenomeno d'aggregazione, in casa e fuori. "Abbiamo vinto lo scudetto in trasferta - continua Troilo - con circa 300 tifosi arrivati a Montesilvano, ma il fattore casa è stato comunque importante. Sin dalla campagna acquisti si respirava euforia in città, giocare davanti a 2000 persone aiuta sempre a dare il meglio". Colini a 5 stelle, Honorio il trasformista, Marcelinho l'History Man, Miarelli monstre e super Canal, come se la lunga squalifica non fosse mai esistita, ma la stagione pesarese è stata scandita dalle valanghe di reti messe a segno da un Borruto spaziale. Forse mai visto così devastante. Nessuno conosce Titi meglio di Troilo, forse solo la sua famiglia, anche se Marco a casa del Cobra è uno di famiglia. "Quando Borruto è tranquillo, e per tranquillità non intendo solo quella economica, rende di più. A me ha ricordato il primo anno di Montesilvano: l'incredibile lettura della palla, l'abilità di trasformare in rete le palle morte, ma deve essere messo in condizione di fare gol: ecco perché tutti sono stati importanti nella stagione che ha portato lo scudetto a Pesaro".
 
IL PRESENTE è un tempo da vivere. Organizzando la stagione con il tricolore al petto, quella della Supercoppa e dello sbarco pesarese in Europa. "Stabilità e serietà". I due capisaldi del sodalizio di Lorenzo Pizza. "Abbiamo deciso di mantenere la stessa linea dei giocatori della passata stagione, con un budget ben definito. Non possiamo permetterci di sbagliare un acquisto. La Champions una distrazione? Colini e Borruto l'hanno vinta, abbiamo dei giocatori esperti che sanno benissimo che ci sono dei club che hanno più facilità di investimento e cifre esorbitanti da spendere, non è detto poi che chi spende di più vince, ma sappiamo benissimo le difficoltà a cui andremo incontro".
 
IL FUTURO è un tempo da scoprire. A partire da un campionato a 16 squadre e senza Napoli. "Dispiace per la rinuncia - dice Troilo - ma forse è meglio che ci sia stata prima dell'inizio della stagione, piuttosto che in corso. Serie A a 16? Fa piacere notare che ogni anno ci sono sempre più società propense ad aumentare il proprio livello, con le domande di ripescaggio, per confrontarsi con il campionato di Serie A, ma arrivare a metà luglio così, c'è il rischio di abbassare il livello. Purtroppo stiamo perdendo top player anno dopo anno: per top player io intendo un professionista 24 ore al giorno, dentro e fuori dal campo. E l'ultimo che abbiamo perso è il grande Cuzzolino, a cui faccio un grosso in bocca al lupo per la sua scelta di vita di andare al Levante. Il campionato ha bisogno di società serie, stabili, in grado di avvicinarsi il più possibile al mondo del professionismo, che non dubitino della professionalità dei propri giocatori. Solo così potremmo riavere tanti top player, di cui tutto il movimento ha un urgente bisogno". La stagione comincia subito con un trofeo, la Supercoppa di settembre, in casa, contro l'A&S. Che adesso fa meno paura. Ma non ditelo all'esperto Marco Troilo. "Hanno cambiato guida tecnica e roster - conclude - ma restano fortissimi. Noi abbiamo lo scudetto sul petto e faremo tutto per vincere, consapevoli ora di essere sulla stessa linea dell'A&S". Il campo dirà chi riuscirà a rompere l'equilibrio, se Colini o Bellarte.  
 
Pietro Santercole



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