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La Pisana, Zoppi: "Tornare in campo così non ha senso. Futuro? Siamo ottimisti"

 01/04/2021 Letto 297 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Redazione
Società:    LA PISANA





In casa La Pisana ha vinto la coerenza: la società biancorossa, in linea col pensiero espresso sin dall'inizio, ha deciso di non aderire alla ripartenza della C1. “Sono tra i pionieri della chiusura del campionato: se dovevamo tornare in campo, andava fatto prima - esordisce il direttore sportivo Gianluca Zoppi -. Dopo sei mesi di stop, riprendere per giocare un mese e mezzo, a ranghi ridotti, non ha alcun senso. È stata una decisione pensata solo per agevolare i campionati nazionali, si è fatto tutto tranne che il bene di chi è stato fermo".

ZOPPI - "Dobbiamo farcene una ragione, è finita. Spero che gli addetti ai lavori abbiano idee più chiare per ripartire a settembre, sempre che si possa farlo: possono dirci tante belle parole e darci tante belle speranze, ma alla fine dipende da ciò che decide il Governo". Il protocollo del nuovo restart è stato tra i temi più discussi: “Era stata paventata l’ipotesi di giocare fino a luglio, obbligando il sabato padri di famiglia, per mesi rimasti chiusi in casa, a dover andare sui campi: si dimentica che siamo dilettanti - spiega Zoppi -. Inoltre non si è pensato che una positività nel gruppo squadra costringa tutti alla quarantena, un danno per chi lavora: è mancata la coscienza di chi dirige queste cose, ed è mancata da parte delle società, che hanno aderito senza avere le giuste garanzie".

FUTURO - Il diesse biancorosso è cauto sulla prossima stagione: “È impossibile programmare il futuro: per fortuna abbiamo seminato bene in questi ultimi anni, tutti i nostri tesserati sono stati concordi con la linea della società. La speranza è di ripartire, ma ci devono essere le giuste condizioni. È impossibile mettersi seduti a tavolino con i giocatori e valutare la stagione, non sappiamo neanche quante e quali risorse avremo a disposizione: non dimentichiamo che lavoriamo con il sostegno degli sponsor, che sono aziende e, se rimangono chiuse, non finanziano. Al momento la situazione non è delle più rosee, ma siamo ottimisti: siamo innamorati di questo sport e speriamo che si riparta al più presto”.


Marco Modugno
 




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