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Anziolavinio, il saluto di De Angelis: "Cinque anni sono tanti, lascio un pezzo di cuore"

 15/05/2019 Letto 294 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Francesco Carolis
Società:    ATLETICO ANZIOLAVINIO





Un lustro insieme, improntato su quel percorso di crescita graduale che ha visto l’Atletico Anziolavinio scalare le categorie laziali e bussare alla porta del futsal nazionale. Tutto, però, ha un inizio e, prima o poi, anche una fine. Nel fruttuoso matrimonio tra Alberto De Angelis e i neroniani è arrivato il capolinea: il tecnico lascia il club del presidente Anastasi al termine di un’altra stagione vissuta sulla cresta dell’onda e va a caccia di nuove sfide.

Alberto, quali sono i motivi della tua decisione?
“Si è presentata la necessità di organizzare e pianificare nel modo migliore per tutti la prossima stagione. L’Anziolavinio ha bisogno di strutturare profondamente la società: il livello si è alzato e c’è bisogno di adeguarsi. In questa fase non potevo avere alcuna certezza né sulla categoria da affrontare né sulla rosa a disposizione, il rischio era andare incontro all’incertezza. Ho cercato di fare la scelta migliore per il mio e per il loro futuro. Voglio elogiare e ringraziare pubblicamente il presidente Giovanni Anastasi: è una grande persona, che ha rispettato tutti gli impegni presi con il sottoscritto, la sua parola d’onore è d’acciaio”.

L’annata si è conclusa nella finale playoff di Colleferro, a un passo dagli spareggi nazionali per la B: hai qualche rimpianto per quella partita?
“La stagione è stata esaltante, considero la finale un premio ai nostri sacrifici, compiuti tra mille problematiche. Non ho nulla da rimproverarmi né qualcosa da eccepire alla squadra, abbiamo dato tutto fino all’ultimo minuto. Non siamo arrivati bene fisicamente e mentalmente a quell’appuntamento, in ogni caso il Terracina ha fatto la sua parte e ha vinto con merito”.

Cosa porterai dentro della tua avventura sulla panchina dell’Anziolavinio? Cosa pensi di aver lasciato in eredità?
“Resterà un pezzo di cuore all’Anziolavinio, cinque anni sono tanti. Li ho presi quando avevano quasi un piede in Serie D, li lascio alla porta d’ingresso di un campionato nazionale. Ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso, in eredità lascio la cultura del lavoro. Prima qualcuno pensava di poter raggiungere risultati in modo estemporaneo, ma senza sacrifici non si ottiene nulla: ora sanno benissimo che, se non si preparano determinate cose durante la settimana, il sabato non si vince per sbaglio”.

Cosa c’è nel tuo futuro? Quali sono i tuoi progetti?

“Non ho ancora le idee chiare né impegni presi. C’è stato solamente qualche contatto, ma non è stato neanche approfondito. Mi piacerebbe entrare in un ambiente da far crescere, possibilmente in una società che abbia anche un settore giovanile, ambito che vorrei curare oltre ad allenare una prima squadra”.


Francesco Carolis





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